Racconto di un viaggio in moto in Patagonia

A Santiago del Cile siamo quattro ore indietro, le abbiamo “perse” in tredici, estenuanti ore di volo. “Siamo dall’altra parte del mondo” sento dire da una coppia che attende con me l’apertura del gate per volare ancora più a sud; ci sono trenta gradi e l’estate australe è alle porte, l’aria è densa di umidità e smog.
Dopo poco più di un’ora atterriamo quasi mille chilometri a meridione, si sta bene, si respira, la temperatura è gradevole, un pittoresco taxi collettivo mi conduce all’hotel, “adios caballero”, così mi saluta il conducente, non so perché ma sorrido, sono emozionato, fra poco partirò, il viaggio in moto che sogno da sempre è all’inizio:
la Patagonia, la Terra del Fuoco… quante volte mi sono chiesto come sarebbe stato trovarsi faccia a faccia con il Fitz Roy, il Cerro Torre, il Perito Moreno, le Torres del Paine, la Pampa argentina, attraversare lo Stretto di Magellano e raggiungere la Terra del fuoco e Ushuaia.

Finalmente potrò guidare la moto su queste strade leggendarie!!!

Incontro gli altri partecipanti, i “ragazzi” che ci accompagneranno ed il meccanico/autista, sembrano tutti molto sicuri e determinati, quasi fosse normale trovarsi qui, a me tremano le gambe…

Racconto di un viaggio in moto in Patagonia

Con un minibus andiamo a prendere le moto che saranno nostre per l’intera durata del tour, sono messe molto bene, gommate nuove con i tasselli che ci daranno manforte sugli sterri della Carrettera Austral e nella Terra del Fuoco. Ci giriamo intorno, controlliamo, segnaliamo eventuali difetti, firmiamo il contratto di locazione e le portiamo via; siamo felici come bimbi con il giocattolo nuovo, la mia va di più, la mia è più bella…sono tutte uguali, compresa quella di scorta che avremo sempre a disposizione sul mezzo di assistenza che ci seguirà, discreto, per tutto il viaggio trasportando anche i nostri bagagli.

Finalmente albeggia, piove, sono nervoso, partiamo.

Saliamo dolcemente verso i mille e trecento metri del Paso Cardenal Semore, un cartello semi nascosto dalla bruma recita “Bienvenidos a la Argentina”, canto nel casco e continuo a ripetermi che è tutto vero, sono in moto e guido sulle strade della Patagonia!

In moto sulle strade della Patagonia

Scendiamo dolcemente per una decina di chilometri e ci immettiamo sulla celeberrima Ruta 40, breve sosta per uno spuntino a Villa La Angostura e poi veloci, costeggiando lo sconfinato lago Nahuel Huapi, giù fino a San Carlos de Bariloche, una cittadina di villeggiatura, piena di vita e gente in vena di divertimento.
Mangiamo una sontuosa bistecca in un locale rinomato, annaffiandola con vino rosso della zona di Mendoza, è vero, la carne argentina è di un altro livello, buonissima, tenera e saporita; cucinata alla “parrilla” e cotta “al punto” che vuol dire appena fuori sangue.

Continua a piovere, niente può diluire la mia esaltazione, mi sento in uno stato di trance, oggi affronteremo i primi chilometri di strade sterrate, i panorami sono incredibili, il parco nazionale de Les Alerces, un albero particolarmente antico e longevo in pericolo di estinzione, è bellissimo nel suo alternare boschi, laghi, corsi d’acqua, tutto è reso ancora più affascinante dalla leggera nebbia che ci avvolge.

sulle strade della Patagonia

Dormiamo ad Esquel, anonima cittadina, che ha come unica attrazione un monumento al pupazzo di neve ed una bella ed antica stazione ferroviaria/museo da dove parte il “viejo expresso patagonico”, un vecchio treno condotto da una locomotiva a vapore divenuto monumento nazionale.

Oggi rientriamo in Cile, le operazioni doganali sono noiose e minuziose, gli addetti cileni controllano ogni bagaglio, è vietatissimo, come ci ricorda il dettagliatissimo road book, importare qualsiasi tipo di alimento fresco come frutta, verdura, salumi e così via.

Prima il passo e poi il villaggio di Foutalefoù ci accompagnano verso ovest, scenari di incredibile bellezza prima di essere gelati dalla catastrofe subita dal piccolo villaggio di Villa Santa Lucia, spazzato via da una enorme massa di fango, riprendiamo la ruta 7, la Carrettera Austral e ci dirigiamo verso la fine della tappa odierna: il minuscolo aggregato urbano di Puyuhuapi.
Siamo sulle sponde dell’Oceano Pacifico, incredibile ma vero, il villaggio è all’estremità di un profondo fiordo, mangiamo pesce ed assistiamo ad uno struggente tramonto, sono da poco passate le ventuno e trenta!

Cartello Carretera Austral

Oggi percorriamo verso sud la 7, Carrettera Austral, non riesco ad abituarmi alla bellezza che mi circonda, scatto migliaia di foto, le moto si comportano egregiamente, il loro girare basso e sornione mi ipnotizza, mi godo la guida disinvolta e rilassata fra fiordi, fiumi, foreste e traffico inesistente, l’organizzazione ci consiglia una deviazione, perché no, scendiamo fino ad un porticciolo dove, durante la pausa dedicata al pranzo, riusciamo a vedere delle foche che nuotano a pochi metri dalla riva. Il vento, temuto elemento che fino ad ora non si era manifestato comincia a farsi sentire, freddo e teso da nord est ci costringe a guidare inclinati per qualche decina di chilometri.

Passiamo la sera di S. Silvestro al casinò del bell’hotel di Coyhaique. Senza dimenticare la foto ricordo al monumento al gaucho.

Ancora Carrettera Austral che a questo punto costeggia l’immenso lago General Carrera, ho esaurito gli aggettivi, non ho parole di fronte a questa natura potente, prepotente, maestosa e bellissima…

in moto sui laghi della Patagonia

Seguiamo le sponde su uno sterrato esaltante e dirigiamo verso Chile Cico, il posto di frontiera, rientriamo in Argentina, la Pampa è un deserto sconfinato e ventoso di arbusti, recinti e bestiame, lo staff di Modus Movendi – sempre puntuale nelle informazioni e prezioso nei consigli – ci avverte: non mancare il distributore di benzina di Bajo Caracoles, non ne troveremo altrI per centinaia di chilometri.
Esattamente in mezzo al niente sorge questo villaggio di forse dieci case, una pompa di benzina ed un fornitissimo spaccio/caffè/locanda, che emana un fascino fuori dal tempo e sembra possa raccontare storie di chissà quali e quanti avventurieri e pionieri di ogni tipo…

Extremo Sur in moto

Rimaniamo sulla vecchia Ruta 40 che in questo tratto è sterrata e troviamo il piccolo cartello che indica la estancia che ci ospiterà per la notte, deviamo dalla strada principale per una decina di chilometri ed ecco che ci troviamo al cancello, apriamo, percorriamo ancora qualche centinaio di metri e veniamo accolti da una gioviale famiglia che vive qui da generazioni; intorno pampa, animali e una pace infinita; qui l’energia elettrica è fornita da un generatore, niente cellulari, non c’è campo, niente wi-fi, che bellezza!

Incontriamo una coppia di sfortunati motociclisti tedeschi fermi qui da due giorni, il meccanico dell’organizzazione che abbiamo al seguito si prodiga e li rimette in strada, festeggiamo a cena tutti insieme con un sublime “cordero al palo”.

Patagonia e Terra del Fuoco

Continuiamo sulla Ruta 40, direzione sud, ad ovest, maestoso, si scorge il Fitz Roy, più nascosto dalle nuvole il Cerro Torre, la visione di queste leggendarie cime ci accompagnerà fino alle sponde del lago Argentino e alla città di El Calafate, ci fermiamo per due notti.

Extremo Sur i laghi

Il Perito Moreno è a poche decine di chilometri, potremmo usare i mezzi pubblici o noleggiare un minibus, andiamo in moto, siamo motociclisti! Non ci sono parole per descrivere l’emozione e lo stupore di fronte a questa meraviglia, percorro tutti i sentieri possibili per ammirare il ghiacciaio da vicino, che viaggio!

Ma lo spettacolo è solo all’inizio! Oggi rientreremo in Cile e visiteremo il parco nazionale de le Torres del Paine, ottanta chilometri di sterrato in mezzo ad uno scenario impressionante, guidare una moto su queste strade è esaltante ed estremamente soddisfacente.

in moto su strada sterrata in Patagonia

Ancora duecento cinquanta chilometri ed ecco davanti a noi lo Stretto di Magellano, primo obiettivo raggiunto, siamo a Punta Arenas, visitiamo un museo dove si possono ammirare delle ricostruzioni di navi famose fra le quali la “Victoria” di Ferdinando Magellano, la prima nave ad aver circumnavigato il mondo, è veramente piccola!

Con un traghetto attraversiamo lo Stretto di Magellano, i delfini nuotano sulla scia, devo continuamente ricordarmi che è tutto vero, sto sbarcando per guidare la mia moto nella Terra del Fuoco, un sogno che si avvera!

Terra del fuoco in moto

Entriamo in Argentina per l’ennesima volta, tappa “tecnica” a Rio Grande, poi chilometri e chilometri di niente, superiamo il Passo Garibaldi, ben duecento cinquanta metri sul livello del mare, in una fitta nebbia e un clima alpino, ma poi, in fondo alla discesa, l’immagine vista centinaia di volte: la porta d’ingresso a Ushuaia! Ci complimentiamo a vicenda, abbiamo compiuto un’impresa, guidato per oltre quattromila chilometri combattendo con pioggia, vento, freddo, stanchezza, sterrati e strade asfaltate insidiose; veramente il viaggio della vita!

l'arrivo a Usuhaia

Un grazie di cuore alla perfetta organizzazione di Modus Movendi che discretamente ma con puntualità, precisione e professionalità ha reso possibile tutto ciò. Saludos amigos!